L’Operazione Mincemeat: un polpettone per Hitler

Durante la pianificazione dell’Operazione Husky, nella primavera del 1943, i servizi segreti britannici attuarono un piano che aveva lo scopo di sviare l’attenzione dei tedeschi circa il luogo di attuazione dello sbarco in Europa. Al progetto, ideato da un giovane ufficiale dei servizi segreti della marina, il capitano Ewen Montagu, fu dato il nome in codice di Mincemeat (carne tritata). Il piano consisteva nel preparare una serie di documenti falsi da far pervenire casualmente ai tedeschi, recanti indicazioni su un imminente sbarco anglo-americano in Sardegna ed in Grecia. Nella tarda mattinata del 30 aprile, al largo del golfo di Cadice, in Spagna, davanti alla città di Huelva, alcuni pescatori recuperarono in mare il corpo senza vita di un ufficiale inglese che, dai documenti in suo possesso, risultò essere il maggiore William Martin, dei Royal Marines britannici. Il corpo, con addosso ancora un giubbotto di salvataggio «Mae West», fu subito consegnato dai pescatori alle autorità spagnole che lo sottoposero ad un’attenta perquisizione. Oltre ai documenti e agli effetti personali (tra cui la fotografia della fidanzata, alcune sue lettere d’amore, un biglietto di teatro), l’uomo aveva con sè, legata alla cintura con una catenina, una borsa diplomatica dentro la quale erano contenuti documenti top secret. I tedeschi furono informati del ritrovamento e i documenti vennero inviati a Berlino. Tra quelle carte, una lettera in particolare destò l’attenzione dello Hitler: quella «inviata» dal Naval War Staff al generale Alexander, nella quale esplicitamente si parlava di una imminente invasione della Grecia da parte degli Alleati e di come si stava facendo credere ai tedeschi che un probabile sbarco sarebbe avvenuto in Sicilia. Il «polpettone», come lo definì lo stesso Churchill, fu inghiottito senza alcun minimo sospetto dai tedeschi e la conferma di ciò si ebbe quando Hitler spostò dalla Francia verso il Peloponneso tutti gli uomini della Prima Divisione Panzer. Il corpo del «maggiore Martin» è oggi seppellito nel cimitero della cittadina spagnola di Huelva. La pietra che sovrasta la sepoltura reca scritto: «William Martin. Nato il 25-3-1907, morto il 24-4-1943. Figlio adorato di John Glydwyr Martin e della defunta Antonia Martin, di Cardiff, Galles. Dulce et decorum est pro patria mori. Requiescat in pace». Sulla tomba dell’uomo che non è mai vissuto, pare che ogni anno l’ambasciata inglese faccia deporre una corona di fiori.
Ezio Costanzo, dal libro Sicilia 1943

4 commenti:

Anonimo ha detto...

auguri, bell lavoro

"Le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua... E comunque, il cammino attraverso la foresta non è lungo se si vuole con forza ciò che si ama... "

sempre grande :)


DONO

Dai poco quando doni cio' che hai.
Quando doni te stesso, solo allora dai veramente.

Kahlil Gibran

tu sei quello che regala se stesso, grazie a Dio che sono nell mondo persone come te...
le parole non hanno nessun valore per quello che sei tu...

Ezio Costanzo ha detto...

Grazie, spero solo che in quel mondo... le stelle brillino sempre. E comunque, malgrado l'insita malvagità che pervade i comportamenti degli uomini, sono certo che è l'amore, e solo l'amore, il sentimento che potrà rendere agevole il cammino verso l'infinito.

Walter Giannò ha detto...

Ecco, infatti, l'ordine di Hitler a riguardo: "In seguito all'imminente fine dei combattimenti in Tunisia è presumibile che gli anglo-americani cerchino di proseguire senza indugi le operazioni nel Mediterraneo... Le seguenti località sembrano le più minacciate: nel Mediterraneo occidentale Sardegna, COrsica e Sicilia, in quello orientale, il Peloponneso e le isole del Dodecaneso... Le misure riguardanti Sardegna e Peloponneso avranno la precedenza assoluta su tutto il resto".

Hitler e Mussolini non furono d'accordo. Il primo credette all'inganno inglese, il secondo era convinto che in Sicilia ci fosse stato lo sbarco. Il Duce ebbe ragione. Dopo la conquista di Pantelleria (in poche ore), scoppiò la crisi Roma - Berlino sul punto cruciale delle richieste militari italiane, rimaste fin lì completamente inascoltate.

Fonte: La Repubblica di Salò di Mino Monicelli.

P.S.: Complimentissimi per il blog, già linkato nel mio.

Marco Crupi ha detto...

Ciao ho dato il via a un concorso fotografico sul mio blog,
questo è l'indirizzo del contest

http://marcocrupifoto.blogspot.com/2009/05/concorso-fotografico-fotocontest.html

spero di vederti in gara, se l'idea ti piace e ai amici interessati alla fotografia spargi la voce ;)

Ciau ciau a presto.

In libreria



Soldier's Guide To Sicily


La guida del soldato alla Sicilia distribuita ai soldati
anglo-americani prima dello sbarco del luglio 1943.

In regalo la versione anastatica con il libro
Sicilia 1943
Le Nove Muse Editrice

(offerta valida fino al 31/12/2008)

In libreria oppure su http://www.novemuse.com


la Guida del Soldato alla Sicilia, 1943

Soldato britannico prima dello sbarco

I bombardamenti delle città

Il bombardamento a tappeto ha trasformato la seconda guerra mondiale in una guerra totale. Una strategia messa a punto dai governi democratici e dal primo ministro inglese Winston Churchill. Egli ne è stato il più assoluto sostenitore. Mirava a demoralizzare la popolazione, ad incutere terrore.
Da ministro degli Armamenti nel 1918 aveva previsto per l’anno successivo un attacco aereo contro Berlino condotto da mille bombardieri. Un ventennio dopo, sempre più convinto, scriverà: “La battaglia del 1919 non fu combattuta ma le idee su cui si basava sono sopravvissute. Forse, la prossima volta si tratterà di uccidere soprattutto donne e bambini, insomma la popolazione civile”. La strategia del terrore ha cambiato il conflitto, ha eliminato il corpo a corpo della prima guerra mondiale, la lotta dentro o appena fuori dalle trincee. La seconda guerra mondiale invece ha avuto la faccia spietata di chi non lascia alcuna opportunità di preservazione e reazione. Sono cadute intere città, cancellate milioni di vite umane, ha prevalso l’impotenza del singolo civile o militare di fronte la forza immane di una bomba. La strategia era raffinata e violenta:si chiamava moral bombing. Gli inglesi l’avevano studiata per alterare le emozioni dell’avversario. Puntava soprattutto a scatenare la paura. In particolare quella della popolazione civile. Le bombe anglo-americane cadevano anche dove non c'erano obiettivi militari, né postazioni antiaeree, né soldati dell’Asse. Si sganciavano perché dovevano rappresentare qualcosa, incutere sgomento e terrore, imprimere il segno della supremazia.

Seconda guerra mondiale: 50 milioni di morti, oltre la metà popolazione civile.

Seconda guerra mondiale: 50 milioni di morti, oltre la metà popolazione civile.